Grandi Formaggi

Terremoto, gli allevatori sono decisi: “Noi restiamo qui”  

Posted On novembre 15, 2016 at 2:34 pm by / No Comments

 

Non era una zona depressa, quella devastata dagli eventi sismici che, a partire dal 24 agosto, si sono susseguiti nelle fertili terre del centro Italia. Sul versante marchigiano e umbro dei Monti Sibillini, infatti, si era creato, nel corso degli anni, un ricco ecosistema enogastronomico che, dalle piccole ditte a conduzione familiare, portava i suoi prodotti in giro per il mondo. Un vero e proprio patrimonio!

 

Il territorio tra Marche e Umbria colpito dal terremoto vanta, infatti, molte eccellenze agroalimentari. Tra tutti i prestigiosi prodotti della zona, spicca una vera e propria prelibatezza casearia: il Pecorino dei Sibillini.

La storia dei Sibillini è prima di tutto quella della transumanza e queste montagne conservano e preservano i segni di un’importante civiltà pastorale: il Pecorino era addirittura tra i prodotti preferiti dall’imperatore Augusto. In realtà, i pecorini dei Sibillini sono due: uno fresco e prodotto tutto l’anno con il latte pastorizzato dai caseifici industriali, l’altro fatto con latte crudo, semicotto e stagionato in modo naturale, sostenuto dal Presidio Slow Food. Attualmente, quest’ultimo viene realizzato artigianalmente seguendo un’antica tradizione che vuole l’aggiunta di spezie ed erbe aromatiche al caglio per aumentarne il potere coagulante; caratteristica particolarmente curiosa di questo pecorino è che tale formaggio viene preparato esclusivamente da donne. È un prodotto raro, dal sapore intenso e ineguagliabile,tutelato dal Presidio che ha lo scopo di riunire i pochi produttori rimasti.

 

Con la situazione attuale, il rischio è che le lavorazioni di queste pregiate tipicità ora si interrompano, con la necessità di annullare gli ordini ricevuti. “Stalle, fienili e casolari lesionati o distrutti, macchinari inutilizzabili, energia elettrica in tilt, animali morti sotto le macerie o dispersi ma anche campi abbandonati, frane e smottamenti e strade rurali distrutte che impediscono la consegna di latte e prodotti deperibili, con la nuova scossa salgono a milioni di euro i danni provocati dal sisma nelle campagne dove è necessario far ripartire l’attività in un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti di bovini e pecore”: è quanto emerge dal primo monitoraggio della Coldiretti nelle zone terremotate, dove si contano crolli con stalle, fienili e laboratori inagibili; ad essi si aggiunge l’aggravarsi della situazione dei fabbricati rurali lesionati a seguito del sisma del 24 agosto. E gli animali devono essere accuditi dagli allevatori che non possono dunque trasferirsi lontano dalle abitazioni. Non possono. E non vogliono!

 

Persone ormai senza casa e senza lavoro non hanno intenzione di lasciare le loro terre. Si è compiuta nel corso del tempo, una specie di simbiosi tra l’allevatore e il suo animale, così forte da far rifiutare al primo qualsiasi tipo, seppur temporaneo, di domicilio più confortevole, che va oltre la normale comprensione. L’uno non sussiste senza l’altro: gli allevatori non intendono abbandonare l’unica fonte della propria sussistenza e, in fondo, la loro ragione di vita: i loro animali. Restare non sembra possibile, andar via sembra troppo doloroso: in questa tragica tenaglia si stanno dibattendo migliaia di italiani restati senza niente.

 

Da qui il condivisibile appello agli agricoltori associati di tutta Italia per l’invio immediato di roulotte e camper per consentire agli allevatori terremotati di non abbandonare le aziende e di continuare ad accudire ai propri animali. Preservare le eccellenze italiane e il made in Italy adesso è la priorità!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *